
Il porto, ricavato da un’ampia insenatura dell’Adriatico, identifica da sempre
la città di Brindisi come un naturale punto di interscambio con
l’Oriente. Qui sono passati, nei secoli, i romani e i bizantini,
i crociati e i mercanti veneziani, i Borboni e i Savoia, i viaggiatori
della Valigia delle Indie (il treno proveniente da Londra, precursore
del mitico Orient Express) e i turisti alla ricerca del mare e
del sole. Brindisi conserva gelosamente le memorie del proprio
passato, regalando al visitatore che ne percorre le vie e le piazze
splendide sorprese e magnifici monumenti. Del periodo romano, che
segna l’inizio dello sviluppo della città, restano le colonne che,
di fronte al porto lungo la via Appia, fungevano da riferimento
per le navi che entravano nel porto.
Oggi è rimasta integra solo
una colonna, mentre dell’altra, crollata nel Cinquecento, è visibile
solo la base. Le parti rimanenti furono donate, nel secolo successivo,
alla città di Lecce per essere utilizzate come sostegno della statua
del patrono locale, S. Oronzo. Di origine romana, ma ampiamente rimaneggiata nel medioevo,
è anche la Fontana Grande, sul tracciato dell’antica via Appia
lungo l’attuale strada provinciale per S. Vito. Conosciuta anche
come fontana Tancredi (dal nome del re normanno che la fece restaurare),
veniva utilizzata per abbeverare gli animali che entravano in città
e per irrigare i vicini giardini. Affacciato sul porto emerge la
possente struttura del Castello Svevo, edificato nel XIII secolo
su una preesistente struttura difensiva e più volte rimaneggiato
nei secoli successivi. Il castello ospitò nel 1943 Vittorio Emanuele
III durante il breve periodo del cosiddetto Regno del Sud. Sull'isola
di S. Andrea, antistante il porto, si può ammirare il Castello
Aragonese (o Alfonsino), realizzato alla fine del Quattrocento
per difendere della città dagli attacchi provenienti dal mare.
Di fronte al castello, dall’altra parte del porto, sorge l’imponente
Monumento al Marinaio (per i brindisini, semplicemente il Monumento),
a forma di timone.
Sulle pareti della sottostante cripta a forma di scafo sono riportati
i nomi dei marinai caduti nelle due guerre mondiali. Proseguendo
per le vie del centro storico, alle spalle del castello svevo,
si giunge di fronte alla maestosa cattedrale, nella piazza del
Duomo, eretta in stile romanico tra l’XI e il XII secolo. La struttura
originaria è oggi scarsamente visibile in quanto la chiesa venne
ricostruita quasi totalmente dopo un terremoto a metà del Settecento.
L’interno conserva tracce del pavimento originale, uno splendido
coro ligneo del Cinquecento e il magnifico altare collocato al
tempo della ricostruzione. Nella piazza del Duomo si trova anche
il Portico dei Templari, loggia dell’antico palazzo vescovile,
costruito nel Duecento. La loggia testimonia la presenza dell’Ordine
a Brindisi, unitamente alla poco distante via de’ Templari e alla
chiesa di S. Maria del Casale, vicina all’aeroporto, realizzata
agli inizi del Trecento in uno stile di transizione dal romanico
al gotico, nella quale si svolse il processo ai cavalieri templari del Regno di Sicilia. Proseguendo a fianco
della cattedrale, si percorrono le vie del centro storico passando
vicino alla piccola chiesa di S. Giovanni al Sepolcro, risalente
agli inizi del XII secolo. L’edificio, di pianta circolare e con
tracce di affreschi lungo le pareti, è completato da un magnifico
portale decorato con motivi vegetali e da due colonne sulle quali
sono riconoscibili il ritratto di un guerriero normanno e scene
di lotta tra animali mitologici e reali. In pieno centro storico,
la piazza della Vittoria ospita una grande fontana marmorea a due
vasche, costruita agli inizi del Seicento per consentire una distribuzione
imparziale dell’acqua agli abitanti della città. Tra le più importanti
tradizioni brindisine va ricordata, infine, la cerimonia del Cavallo
Parato, usanza religiosa risalente al Duecento e celebrata in occasione
della festività del Corpus Domini, durante la quale il vescovo
porta in processione il Sacramento per le vie principali della
città montando su un cavallo bianco parato a festa.
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